Assioma CORPACI
giovedì 28 ottobre 2010
venerdì 22 ottobre 2010
Assioma CORPACI
L'assioma pittura-vita per Piero Corpaci è stato chiaro sin da quando, fu fondato il Liceo Artistico a Catania, tra i primi allievi ad essersi diplomato ha continuato ad insegnarvi discipline pittoriche fino ad oggi, proseguendo inamovibile a produrre dipinti ininterrottamente.
Breve la parentesi a Roma negli anni del fervore creativo alla fine degli anni sessanta, percepisce a pieno gli spunti da sviluppare nel suo lungo percorso creativo.
Solitario come le sue nuvole, caparbio come il suo “gobbetto portafortuna” è sempre sulla barricata dello scontro culturale tra il dipingere come vita contro il dipingere come mistificazione dell'arte.
Maestro per antonomasia, ha formato innumerevoli generazioni di artisti a guardare al futuro della pittura, rimanendo tutt'ora un modello per le nuove e future leve.
PIERO CORPACI storicizza in questa città “il fare pittura” proiettandolo come esempio universale in un'epoca di grande confusione mediatica e semantica.
Oggi Corpaci con i suoi dipinti è arrivato alla soglia del non ritorno, là dove giungono solo gli intelletti lungimiranti ed audaci, coloro che sanno che la strada è in salita e con passo fermo e sicuro l'affrontano giorno dopo giorno. Scoprendo, finalmente arrivato alla (non)meta / al (non)luogo da dove si può librare per arditi voli al di là di tutte le miserie umane, a cosa serve dipingere e che tra la vita e l'arte non esiste nessuna differenza.
La vita và vissuta con coerenza e con il coraggio di raccontarla in prima persona.
La sua non è pittura figurativa, ma Pittura priva di materia, eterea, virtuale, sospesa nell'incorporeo oltre la realtà, là dove lo spirito incontra l'eterno e tutto è luce e immensità.
Tano Giuffrida
PIERO CORPACI
OPERE 2005 2010
Inaugurazione della mostra Sabato 23 ottobre ore 18,30 al Palazzo della Cultura Ex Convento S. Placido Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Dal 23 ottobre al 15 novembre 2010
Da lunedi al sabato ore 9,00 / 13.00 e 13,30 / 19,30
Domenica ore 9,00 / 13.00
http://www.incontemporanea.com/
giovedì 21 ottobre 2010
mercoledì 20 ottobre 2010
Piero Corpaci
Il senso dell'opera
Estate, mare piatto come una tavola, cielo cobalto che più liscio non si può; vento, nuvole, e d’incanto al blue ecco che si sovrappongono macchie bianco-grigie, nuvole forse; oppure irreali e informi visioni che l'estro di un artista gestuale, sdraiato a terra a pancia in su, con fantasia e grande maestria si diverte ad agitare, plasmare e tracciare con colori inesistenti, inventando segni imperscrutabili e indicibili lassù nell'aria, nel cielo, nel vuoto, nel nulla.
Si possono fare migliaia di accostamenti tra le nuvole narrate da altri, e le nuvole di Piero Corpaci. Ma le sue non sono nuvole, non sono tramonti, non sono paesaggi; la sua non è pittura figurativa, ma pittura, pittura priva di materia, eterea , virtuale, sospesa nell’incorporeo oltre la realtà, là dove lo spirito incontra l'eterno e tutto è luce e immensità.
Per capire e apprezzare fino in fondo questi ultimi dipinti bisognerebbe conoscere le opere precedenti; solo così si intuirà che Corpaci oggi è arrivato alla soglia del non ritorno, là dove giungono solo gli intelletti lungimiranti ed audaci, quelli che sanno che la strada è in salita e con passo fermo e sicuro l'affrontano giorno dopo giorno per più di quaranta anni e finalmente arrivano alla (non)meta: il (non)luogo da dove si possono librare per arditi voli, aldilà di tutte la miserie umane, sopra tutte le meschinità del quotidiano, e scoprire finalmente a cosa serve dipingere.
E’ questo che procura il guardare un dipinto di Corpaci: se ci si mette lì davanti, infatti la prima cosa che si osserva è il bel paesaggio; però poi, in un angolo della tela, si vedrà un po’ di scotch di carta e subito si dirà:
- Non è possibile ! Una imperdonabile negligenza del pittore...
Quindi, accostandosi per toccare, si troverà che il nastro adesivo invece è dipinto. Si guarderà di nuovo tutto il quadro e si scoprirà che il paesaggio è svanito!
Ecco, è questo il momento in cui si può compiere il balzo, e sollevarsi in volo da soli o insieme a lui.
Non è un banale trucco o un facile espediente: è la chiave di volta di tutto il sistema costruttivo deldipinto.
Provate a levare la pietra che chiude una volta, e tutto crollerà irrimediabilmente, tutto il sapere costruttivo, scientifico, esoterico, retto da quel solo e semplice elemento che include in sé tutto lo splendore dell'opera.
La stessa cosa avviene in un dipinto di Corpaci, che, sì, si può apprezzare perchè è un magnifico paesaggio, ma non è questa la meraviglia dell'opera, la meraviglia è che l'autore ha costruito l'opera come hanno saputo fare solo i grandi artisti.
Corpaci si sarebbe potuto valere dei sistemi informatici di elaborazione dell'immagine, eppure ha saputo costruire sofisticate immagini virtuali usando la tecnica pittorica tradizionale, e il programma più sofisticato di foto-elaborazione con vari gigabyte di ROM e RAM non può competere con lui, in quanto non è dotato della memoria sensitiva che ha elaborato l’Artista, con la sua maestria tecnica, con lo spirito cognitivo e discernente del pittore che tutti i giorni provvede ad aggiungere un pezzo alla sua tela: come un ragno, egli sa che prima o dopo un insetto sarà affascinato e ghermito dalla sua fatale opera d'arte, e tutti i giorni tesse la sua ragnatela...
Chi naviga su internet incontra migliaia d'immagini che assomigliano alle opere di Corpaci, il cielo e le nuvole, le labbra rosse con la lingua golosa tra i denti... Ma se sembrano simili, sono invece assolutamente antitetiche, e basta soffermarsi un attimo per coglierne la differenza. Nella bocca raffigurata da Piero Corpaci non c’è la dentatura rifatta di una top-model, non vi è un canto di lode alla perfezione, o un inno alla pubblicità sensuale e accattivante; nella bocca dipinta da Corpaci vediamo anzi un dente storto, che è la chiave di volta di quel dipinto e rappresenta l’autentico superamento di tutto quanto il villaggio globale impone come progresso e attrazione; restando, comunque e sempre, lontano dalla pop-art, dall'iperrealismo, dal realismo magico, dalla nuova figurazione... E la medesima cosa avviene per le sue donne-caramelle, per le sue isole...
Purtroppo, per il ritmo caotico che ha la nostra vita, difficilmente abbiamo il tempo di soffermarci ad ammirare quei capolavori che i ragni costruiscono, ma non importa, prima o poi subiremo un richiamo o, forse, sarà un raggio di luce momentaneo che ci farà vedere la tela, ed allora potremo dire di aver visto qualcosa che ci ha imprigionato, legandoci indissolubilmente al suo splendore. Riusciremo così, se vogliamo insieme, a prendere il volo verso cieli infiniti, e là potremo salutare l'incontro con il vero senso dell'opera d'arte.
Catania, domenica 4 giugno 2006.
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